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Guidavo verso Londra all'inizio di questa settimana, e chiunque mi avesse accompagnato avrebbe concluso che il mio lettore CD fosse difettoso, in quanto lo stesso album suonava continuamente durante il tragitto.
Encuentro è proprio un incontro di questo tipo! Una volta percepito il caldo splendore, vuoi che ciò si ripeta di nuovo.
Questo è il secondo album del chitarrista italiano Marco Albani, lavoro che conferma pienamente la grande promessa del primo.
Con un moltitudine di ospiti musicali tra i quali Maurizio Giammarco, Marco Siniscalco e Gnu Quartet, questa nuova avventura rappresenta l'apice dell’Italiano Latino, musica dal Mediterraneo, ma raffinata in Sud America.
L’album Encuentro, con le sue undici tracce, copre un panorama musicale che va dall’eterea "Cadeau Cadeau", al Tango di "Pasión" ed alla Bossa di "Carmen", raggiungendo infine un villaggio andino con la suggestiva title track.
Questa è musica da vero artigiano, con più di un benevolo assenso a Pat Metheny. Il caldo splendore parte da qui!
Stewart Coxhead, 1-aprile-2010
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E' con grande piacere che mi accingo a recensire in anteprima, in uscita ufficiale dal 1° aprile 2010, questo secondo album di Marco Albani. Un artista a tutto tondo, un amico sincero e persona dai modi affabili e gentili che traspirano dalla sua musica, composta e suonata con la passione e l'entusiasmo di un ragazzo, ma con l'accuratezza e il tocco, che l'esperienza di anni votati allo strumento, hanno portato a questo ottimo album strumentale
Molto più maturo e personalmente più bello del album d'esordio Chronos, del quale consiglio assolutamente l'ascolto, Encuentro è davvero un bel CD, pieno di belle canzoni, belle idee, che vanno aldilà della tecnica e degli ottimi e quotati musicisti che ne hanno preso parte (di cui parleremo più avanti).
Un lavoro da solista ma anche molto di équipe, dove tutti gli strumentisti hanno dato il loro contributo in piena libertà, nel vero spirito della musica, dando quel qualcosa in più che, però, non va a stravolgere lo stile di Marco, ma aggiunge tasselli pregiati in un mosaico visibile solo alla fine dell'ultimo brano, dandone un'idea di insieme molto forte.
Un percorso insomma, partito dalle sponde del Mediterraneo con Chronos fino ad arrivare oltre oceano, verso lidi molto sudamericani, ma che portano con se quel qualcosa che solo noi europei abbiamo: quel misto a malinconia e stupore nel contatto con altrui culture, rimanendone affascinati e trasportati.
E proprio questo trasporto mi sembra abbia portato il nostro Marco ad osare di più, ad andare oltre alcuni schemi che, seppur bellissimi, sembravano poterlo chiudere in un genere etichettato, ma dal quale, qui, esce vittorioso.
Un viaggio attraverso le canzoni
Cadeau Cadeau
Il CD inizia con questo brano molto delicato, introdotto da un canto africano, la chitarra classica intreccia una melodia semplice, intrecciata con dei bei soli di flauto, il tutto supportato da una preziosa base di percussioni come il sabar, djembe e ocean drum ed ovviamente batteria che pervadono il brano portandoci con la mente in posti suggestivi; ottimo il voicing di Umberto Vitiello, che ha dato davvero tanto in questo lavoro, su quasi ogni brano.
Pasión
La passione vera in musica ha una sola parola: Tango. Si attraversa l'oceano in questo viaggio di allontanamento dal Mare Nostrum, per esplorare orizzonti musicali tanto cari al nostro Albani. Il Bandoneon e la sei corde creano quel gioco di gambe e corpi, quella passione e tensione erotica che solo il tango sa creare. Da brividi il solo, lasciato a questo strumento tipico, suonato con maestria da Gianni Iorio. Ottimi l'arrangiamento d'archi del Gnu Quartet e una nota di merito per il basso, giro accattivante e suono davvero molto caldo. Uno dei miei brani preferiti.
Hermano
Sonorità che nascono da una intelligente fusion tra flamenco e salsa, con molte influenze new age, fanno di Hermano un brano molto piacevole. Marco riesce a creare melodie disarmanti con la sua classica, lasciando spazi significativi agli altri, come in questo caso, dove la parte solistica è affidata all' Accordion di Francesco Sciarretta. Ottimo lavoro del percussionista Roland Ricaurte, che ritroviamo in parecchi brani, anche come vocalist.
Edson Arantes
Voliamo in Brazil, per questa allegra e movimentata samba, con il cesello dell'Hammond di Martino Onorato e lo strepitoso Vitiello a tutto ciò che si possa percuotere!
O Meu Avo
Dedicato al nonno Ottavio, che gli ha trasmesso l'amore per la musica, è un brano molto intimo, (l'unico non strumentale) con un testo cantato in brasiliano dall'immancabile Vitiello, che ha curato anche la stesura di parole (molto belle, presenti all'interno del molto curato booklet), che toccano il cuore e l'anima. Una musica struggente, una voce calda, supportata da un bellissimo arpeggio di chitarra e un tappeto di tastiere, sfociano poi in un jazz-fusion dove troviamo uno dei momenti più belli di tutto l'album: l'assolo di sax soprano di Maurizio Giammarco.
Aladdin Dance
Musicalità indiane e arabe, per una collaborazione prestigiosa. Ottimo trio per questo brano, tra i più sperimentali ed azzeccati, per quanto ancora più lontano come cultura musicale rispetto agli altri. Questa danza vede il prezioso contributo di Rocco Zifarelli che, per una volta, lascia a casa l'amata sei corde per suonare un eletric oud, strumento particolarissimo di origine turca, un misto sonoro tra sitar e buzuki, una cosa fantastica. Il tutto sostenuto da Sanjay Kansa Banik, fantastico suonatore di Tabla indiane, uno degli strumenti a percussione dal suono più bello ma terribilmente difficile da suonare. Assolutamente da ascoltare!
Encuentro
La title-track è un tripudio di colori e festa, una dedica personalissima di Marco ad una delle musiche che ha più amato: quella degli Inti Illimani.
Carmen
Brano di ispirazione bossa, con una linea melodica di chitarra molto intimista. Arrangiamenti molto old style, con i bellissimi archi dei Gnu Quartet ed il flauto di Marco Moro ad impreziosire i passaggi armonici più delicati. Sognante.
Brazilian Gipsy
Un nome che praticamente spiega il genere che rappresenta, allegra ed ottimamente suonata.
Buena Suerte
Ed ecco spuntare, tanto attesa quanto insperata, questa fantastica salsa cubana. Il clichè del pianoforte e il preciso ritmo delle congas tumbadora e dei timbales non mentono, ma l'incastro ritmico melodico, molto jazz oriented, da all'ascoltatore un quadro d'insieme che questo non sia solo un passaggio obbligato, come omaggio ad uno dei generi fondamentali della zona caraibica, quanto invece un punto di arrivo. Cuba come massima espressione della dedizione alla musica, ballata o suonata che sia. Da menzionare ovviamente il piano suonato da Carlos Sarmiento e il contrabbasso di Marco Siniscalco.
Niños Por Siempre
Se c'è una cosa che adoro in un album è di arrivare all'ultima traccia per ascoltare la mia preferita. Almeno personalmente mi accade solo nei vecchi LP che hanno tappezzato il mio percorso di vita. Questo è uno di quei album, dove questa Niños Por Siempre rimane il mio brano preferito. Sarà per quel non so che di malinconico misto a sognante, quel rimanere sospesi in una melodia che insegue se stessa o quell'intercalare ritmico trascinante. Per quanto mi riguarda un piccolo capolavoro. Bambini per sempre, è quello che siamo un po' tutti noi, amanti della buona musica, suonata, ballata, ascoltata, amata.
Conclusioni
Marco Albani è un artista e un musicista eclettico, prima ancora che un chitarrista, e questo risalta subito al primo ascolto di Encuentro. Un titolo quanto mai azzeccato per questo incontro di culture, musica e artisti che vengono da generi e stili (ed anche stati) diversissimi, e che Marco ha avuto la grande visione e merito di riunire in un solo album, in una sola musica.
Infine volevo sottolineare nuovamente l'incredibile lavoro fatto in studio, nel gestire un numero così elevato (ben 25!) di musicisti di livello altissimo, su tutti lo strepitoso Umberto Vitiello, che, per nulla togliere agli altri validissimi musicisti, sembra dare ai brani quella marcia in più quando nel booklet si legge il suo nome.
Alessandro Alviti, 2-aprile-2010
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In Italia è difficile farsi strada in campo musicale. Spesso troppo difficile. Dinamiche siderali impossibili creano ogni tanto il miracolo. E qualche volta, nonostante la critica si accorga anche di te, e magari hai già fatto un numero enorme di anni di gavetta, comunque siamo lontani anni luce da reali possibilità commerciali.
Marco Albani è uno splendido chitarrista. Ed un ottimo compositore.
E’ una bella anima. Ha una sensibilità non comune.
Non credo di offenderlo dandogli dell’Artigiano della Musica. E dei più competenti e perfetti: un cesellatore.
Una radio americana, Smooth Jazz, molto autorevole nel settore, ha scritto di lui, scomodando addirittura paragoni con un Grande come Pat Metheny, che il suo stile è “vivace e cinematografico”.
Ha inciso due dischi: “Chronos” nel 2007 e “Encuentro” uscito pochi giorni fa. Nel suo sito (www.marcoalbani.com) dichiara come suo “Concept” di “comunicare idee ed emozioni attraverso il suono…una forma di comunicazione senza confini, che permette di entrare in contatto con altre culture, di comprenderle e confrontarle con le nostre esperienze….una musica fatta di passione ed ispirazione, che spera di parlare al corpo, al cuore o alla mente di chiunque sia pronto ad ascoltarla”.
Marco Albani fa esattamente questo. Ti prende con le sue atmosfere soffuse, con il suono pizzicato della sua chitarra rigorosamente classica, con le sue melodie senza luogo e senza tempo.
L’atmosfera è carattere assolutamente distintivo della sua musica. Ogni brano è a sè. Potrei definirla musica “a colori”. Se chiudo gli occhi ogni brano mi racconta di colori e sensazioni diverse. Si passa dal caldo del deserto africano nel ristoro di un’oasi (”Agua”, brano di apertura di Chronos), alle vie di Napoli nel ricordo affettuoso di un amico di tutti (”Au Revoir Massimo”, dedicato a Massimo Troisi, nello stesso CD), dal languire nell’indolenza dell’abbraccio del “Mare del Sud” alla quieta certezza dell’unica strada possibile nella vita, l’Amore (”Love….The Only Way”), dove la sensazione è quella di guardare negli occhi sinceri della donna che ami. E poi si balla il tango in “Pasion” e la palla scivola tra un dribbling ed una finta sulla spiaggia di Bahia in “Edson Arantes” colpita dai piedi di un piccolo giocatore che sogna di diventare grande, mentre in “Carmen” è ancora il caldo ed il vento dell’Atlantico sulla morbida spiaggia di Itapoa, sorseggiando Agua de Coco con Toquinho e Vinicious.
Questa infinità di sensazioni, di colori, si esprime, e non potrebbe essere diversamente, attraverso una cura ed una ricerca approfondita dei suoni. In “Cadeau Cadeau” un flauto venuto da chissà dove suona in lieve dissonanza mentre le percussioni creano un tappeto sonoro fantasioso. In “Aladdin Dance” la struggente melodia della chitarra di Marco arricchita dall’eletric oud di Rocco Zifarelli si appoggia sulle tabla indiane, percussione dalla sonorità particolare. Il charango la fa da padrone in “Encuentro”, dove sembra che gli Inti-Illimani siano venuti a fargli visita.
Ovviamente ai suoni etnici si accompagnano anche suoni più classici di certe sonorità di jazz caldo: l’Hammond colora di tinte Rythm’n'Blues ”Edson Arantes” insieme ad una sezione di fiati luminosa. Il sax di Maurizio Giammarco disegna un assolo di grande stile nell’unico brano cantato del secondo disco “Au Meu Avo”.
E così si viaggia nel tempo. Se quest’ultimo brano ci racconta di un nonno con la passione per la musica, con “Pasion” sembra di trovarsi nel fumoso salone di Tango di una Buenos Aires dei primi anni ‘50. Con “Buena Suerte” veniamo lanciati nella Cuba del mambo di un’epoca apparentemente lontana, mentre la già citata ”Au Revoir…” suona primi anni del secolo passato.
La musica di Marco Albani è così. Lui è talmente bravo ad assorbire suoni, emozioni e sensazioni, e ad infonderle nella sua musica che, pur nella vastità degli spazi e degli argomenti, si impone il suo stile. E’ così, Marco ha un suo stile.
Fernando Casaretti, 21-maggio-2010
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MARCO ALBANI “ENCUENTRO”
Per tutto l'inverno il grigiore ed il freddo hanno condizionato il mio stato d'animo, il traffico, la fretta indiavolata e caotica della città hanno oppresso il mio cuore, un pensiero sempre più pressante si è fatto strada nella mia mente: “ma dove andiamo così di corsa, cosa tentiamo di raggiungere, ottenere, conquistare?” Sento assoluto il bisogno di un respiro diverso...
Ed eccolo che arriva, nascosto in un piccolo, prezioso dono e mi lascia sospesa.
“Encuentro” entra così nella mia vita: in un pomeriggio di sole, accendendo la musica, so che ci vorrà poco perché passi attraverso la pelle, qualche minuto, le orecchie piene di note, gli occhi fissi sullo spicchio di azzurro profondo e un raggio di sole tutto per me, solo qualche attimo ed è come se Harry Potter mi avesse regalato la sua magica “Passaporta”!
Secondo CD di Marco Albani, dopo “Chronos”, “Encuentro” dimostra subito di essere coerente con lo stile del suo autore, ma allo stesso tempo rappresenta una crescita musicale: fraseggi che fluiscono morbidi, semplici da seguire, ideali per accompagnare i diversi momenti della giornata, ma anche costruzione musicale articolata e precisa, importanti collaborazioni... questa analisi però la lascio volentieri ai “tecnici”, ai critici accreditati del settore; io preferisco “sentire” la musica di Marco senza troppe sovrastrutture, per godere appieno della sensazione di benessere che mi trasmette, per capire con il cuore senza bisogno di spiegazioni dettagliate, i pensieri e i sentimenti, messaggio intrinseco ad ogni creazione artistica.
L'impressione più forte che ricevo è di vitalità, positività, altruismo, curiosità ed amore per la vita e per il mondo, ed è per questo che mi sembra un regalo.
E' un viaggio che inizia... si va in America Latina!
E come una bolla di sapone riflette tutto ciò che vi si specchia, così “Encuentro”, con la ricchezza e la varietà di suoni e strumenti, conduce l'ascoltatore in un viaggio che arriva direttamente all'anima del mondo latino.
Con il primo brano, “Cadeau Cadeau”, sembra davvero di essere in movimento: con un biplano sorvolando terre e mare, a bordo di un vecchio autobus per strade di terra asciutta, il cielo comincia a scorrere davanti agli occhi, la musica regala immagini e colori, di posti già visti, di altri solo sognati, e forte la sensazione di essere parte integrante di un mondo senza confini.
“Pasion”, il nu-tango, mi fa un inchino e m'invita a ballare, chiudo gli occhi e sono a Buenos Aires… uno, due, tre, il bandoneon di Gianni Iorio e la chitarra di Marco Albani conducono la danza accompagnati da archi, tastiere e basso, suscitando il desiderio di sapersi muovere per condividerne il segreto linguaggio.
Il viaggio continua e mi porta in Brasile con il samba-jazz di “Edson Arantes”, e con la bellissima “O Meu Avo” scopro la voce di Umberto Vitiello, ed un frammento di ricordo canta, con il sax soprano di Maurizio Giammarco, il grazie di Marco ad un nonno che gli ha lasciato in eredità l'amore per la musica. Le note, le parole, il timbro della voce, la melodia, tutto è poesia!
L'atmosfera cambia ancora con i ritmi andini di “Encuentro”, brano che dà il titolo all'intero album, e con il quale sembra di arrivare su un altopiano peruviano vicini a Cuzco e a Machu Picchu e poi, con un pizzico di magia musicale, nel mezzo di un mercato guatemalteco, immersi in quegli assoluti rosso, giallo, verde e arancio, e ancora, fra le strade di La Paz, a cercare le storie degli Incas tracciate dal freddo e dal sole sui volti dei boliviani, chitarra, maracas, charango a raccontarcele.
Cuba mi prende alla sprovvista, e con il son “Buena Suerte” i miei piedi cominciano a muoversi da soli, prima che io riesca a trattenerli!
Il nuovo CD di Marco Albani è un vento caldo, di aria nuova, è un sorriso di amicizia, è soprattutto il contributo alla musica di un poeta generoso, perché, come dice Proust: “il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi”.
Luisa Lenti Rana
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Marco Albani, chitarrista e compositore, ci fa visita passando per il Mediterraneo.
Il musicista romano arricchisce la sua musica con abbaglianti trame da questa regione,
ma anche con suoni dal Sud America.
Marco è riuscito ad assorbire nella sua musica
il calore e l'energia di questi luoghi, per creare un sognante ambiente di ascolto.
L’approccio di Marco alla musica è attraverso lo studio della batteria e delle percussioni
così, mentre la chitarra classica è il suo principale strumento, la sensibilità
rimane ricca e profonda.
La sue influenze sono molteplici, ma egli identifica tre
chitarristi importanti: sono Wes Montgomery, Joe Pass e il "colorista" Pat Metheny.
Come Metheny, lo stile di Marco Albani è vivace e cinematografico.
CHRONOS rivela
melodie stupende e toccanti, e ritmi prodotti da insoliti strumenti come il charango, il bandoneon e il kamanja, creando un world-fusion sound che sicuramente trasporterà
l'ascoltatore.
Il sito di Marco afferma che CHRONOS "è permeato dall’ idea di una
etno-world music globale…", fornendo così la possibilità di "viaggiare" attraverso
il ritmo e la melodia.
C’è una appassionata combinazione di musica, melodia e movimento
in questo progetto. Devo dire che questa è una deliziosa scoperta, e riafferma la
nostra visione di raggiungere tutto il mondo per introdurre nuove musiche su SmoothJazz.com, che è davvero una piattaforma globale per gli appassionati di musica.
Marco riassume
la raccolta di composizioni come "un personale percorso compositivo e stilistico,
in una dimensione spazio-temporale senza confini".
Bravissimo, Marco!
Sandy Shore, 15-March-2007
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Sensazione
di serenità mista a gioia di vivere e toccanti arrivederci, un album di ricordi,
la pioggia, la sensualità, ma soprattutto: il Mediterraneo. Marco Albani è un ottimo
chitarrista classico e compositore romano. Ma in quest'album io sento il mare di
Sicilia, la voce dell'Africa, le onde del mare aperto.
Certo, l'uso di percussioni
orientali e africane, i campionamenti vocali di cori arabi, una miscela di ritmi
che a volte mi ricordano gli Agricantus o album di Pat Metheny quali Secret Story,
del quale il buon Marco non fa mistero di aver preso a modello di ispirazione, ma
siamo ben lontani dal considerare questo lavoro una citazione a grandi lavori.
Un'ottima
vena compositiva, che porta la chitarra a non essere il centro del mondo, bensì
un punto di riferimento ad una concezione musicale che va oltre il proprio strumento.
Il piano, i sempre favolosi intrecci delle percussioni, suonate con sapienza su
basi campionate, mai ingombranti, esaltano la melodia e quel calore che solo le
corde di nylon sanno dare. Gli echeggi del mare e di un'estate che porta con se
sentimenti contraddittori, la pace e la malinconia in Mirage, la stupenda armonia
delle curve sinuose di una Esmeralda, il charango e il bandoneon in Tuareg, solo
un esempio di un album sicuramente da ascoltare più volte per poterne cogliere la
quint'essenza, di una musica mai fine a se stessa.
Un elogio particolare al Marco
chitarrista, mai banale o scontato, la chitarra registrata e suonata in modo impeccabile
non sovrasta mai gli altri strumenti, ma li esalta.
Flamenco Para Ti: come trasmettere
passione e sensualità con le proprie mani, le dita e il cuore che diventano una
cosa sola, poi la ottima visione musicale, che spazia davvero oltre confine, ma
rimanendo sempre appassionatamente italiana. Il sapore di Napoli, nel favoloso finale
minuto o poco più dedicato al mai troppo compianto Massimo Troisi, una festa di
chitarra e mandolini, toccante.
La qualità del cd è semplicemente impeccabile, ottima
la produzione e gli arrangiamenti, assolutamente professionale nel contenuto, magari
un po' scarna nel booklet e un concetto grafico secondo me troppo grigio, che non
esalta invece i colori che la musica sa esprimere.
Questo artista mi ricorda molto
Francesco Bruno, altro ottimo chitarrista compositore della scena romana fine 80,
inizio 90, del quale Marco Albani eredita quantomeno la classe e lo stile e al quale
auguro l'ottimo riscontro avuto all'estero e consensi per quest'album che vale davvero
la pena di essere acquistato.
Alessandro Alviti, 27 Febbraio 2007
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A volte per assaporare la magia di un disco non abbiamo bisogno di parole; proprio così, il nuovo album di Marco Albani dal titolo “Chronos” non necessita del testo per colpire il cuore dell’ascoltatore. Tutto il disco ripercorre un viaggio musicale tra oriente e occidente, con i suoni eccellenti di una chitarra che ci culla in un viaggio carico di pathos.
Tutti i brani proposti in questo CD, dalla prima traccia “Agua” a “Esmeralda”, “Agadir”, “Tuareg” o “Au Revoir, Massimo” dedica struggente a Massimo Troisi, incantano a tal punto che riesce a cogliere l’ascoltatore sin dalla prima nota e lo conduce felice fino alla fine del disco, immemore del tempo che passa, guidato solo dalle emozioni del cuore, trainato dalla liricità della musica suonata.
Tutto l’album è carico di questi suoni mediterranei-ispanici e a volte orientali.
Meraviglioso lo svolgersi armonioso di tutte e dieci le tracce, gli assoli di chitarra sono dinamici. Che dire ancora, assolutamente un Genio.
Alba Cosentino, 03 aprile 2007
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Le atmosfere immaginifiche che suscita questo disco sono molteplici e partono da “Agua” che probabilmente è il brano più significativo di questo full-lenght di 10 brani.
Acoustic-jazz pacato che si insinua nella mente dell’ascoltatore, attraverso un sound farcito di percussioni (tipiche di terre lontane) con partiture soavi.
Interessante l’idea delle backing vocals su “Esmeralda” e la cadenzata melodia di “Mirage”.
Un album pieno di espedienti interessanti e mai banali: a tal proposito si veda la canzone dedicata a Massimo Troisi “Au Revoir, Massimo”, languida e malinconica.
Delle ottime idee ben suonate e ben messe in mostra in questo Chronos, identificano la band di Marco Albani grazie alla tecnica (buona) e alle atmosfere dirette ma mai forzate.
Stefano De Vito, 4 Aprile 2007
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Al forte Sangallo un coinvolgente concerto del chitarrista Marco Albani
Virtuosismo con anima
L’alba al Cairo è contraddistinta sempre dallo stesso scenario: i primi raggi di sole che colpiscono le cime delle piramidi, il debole vento del deserto che muove intorno ad esse la sabbia, il pigro incedere sul Nilo di piccole imbarcazioni di pescatori sospinte da vele latine, l’echeggiare in lontananza della preghiera del Muezzin dall’alto di un minareto, solo la musica di sottofondo è cambiata, è quella di “Mirage” o di “Agadir” oppure di “Agua”.
Subito dopo, davanti alle coste della Turchia, ad essere illuminata dal sole è l’isola greca di Samos, e la musica è quella di “Melina” o di “Mare del Sud”.
Nel parco del Serengheti in Tanzania invece, a salutare l’arrivo di un nuovo giorno nel “veld” africano sono le note di “Esmeralda”,
a Bahia San Salvador al contrario, quelle di "Edson Arantes" o di “Carnival”.
Ma poi, dopo aver compiuto la sua parabola, ecco che il sole lascia spazio alla notte, una notte tipicamente spagnola alla Ramblas di Barcellona, una notte dai caratteristici colori e sapori catalani, una notte salutata da “Flamenco para ti” mentre, poco più tardi, all’Havana, nella lontana Isola di Cuba, in alcuni piccoli ristoranti affacciati sul porto si gustano i gamberi del “Morro”, il saluto alla sera a portarlo è la melodia di “Hermano”.
Una descrizione surreale? Assolutamente no, semplicemente quello che i tanti spettatori presenti hanno potuto immaginare durante il concerto del chitarrista Marco Albani tenutosi mercoledì 1 agosto nella corte di Forte Sangallo a Nettuno (…)
L’incontro musicale con il gruppo di Albani ha saputo essere bello, soave ma in particolare, per la tipologia delle sue melodie, del tutto nuovo.
Accompagnato al piano da Martino Onorato, da Andy Bartolucci alla batteria e alle percussioni, Marco Valerio Cecilia alla chitarra ritmica e da Menotti Minervini al basso, il giovane compositore ha dato vita così a “Chronos”, un mix di sonorità e ritmi con ognuna delle quali si potrebbe fare tranquillamente la colonna sonora di un film.
Alcuni dei suoi brani, interpretati da Albani in assolo, hanno dimostrato di quali virtuosismi sia capace questo giovane chitarrista mentre, purtroppo in un solo pezzo (O meu avô) è stato possibile apprezzarlo accompagnato da una brava e bella Cristina Fabarro al flauto traverso. (…)
Tito Peccia, 1-Settembre-2007
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