"Marco Albani Project: tra Mediterraneo, Africa e Sud America".
Venerdì 5 Agosto 2011 alle ore 21.00, alla Casa del Jazz, viale di Porta Ardeatina 55, Roma.
Per chi non parte ad agosto: un viaggio musicale in forma di concerto, lungo le melodie di tutto il Mondo.
Marco Albani proporrà il meglio del suo repertorio: un viaggio musicale coinvolgente e di straordinaria energia, un percorso di sperimentazione tra ritmi e melodie del mondo, un "work-in-progress" di immagini e sensazioni, che passa da atmosfere ricercate a momenti di grande impatto percussivo e vocale.
Un artista che spazia dalla musica latina a quella mediterranea ed africana, muovendosi sulla sottile linea di confine tra Jazz acustico e World Music, accompagnandosi con musicisti di altissima creatività e virtuosismo tecnico quali: Andy Bartolucci alla batteria, Marco Valerio Cecilia alla chitarra, Menotti Minervini al basso, Martino Onorato a pianoforte e tastiere, Roland Ricaurte ai flauti etnici, percussioni e voce, Alessandro Taborri a charango e percussioni, Umberto Vitiello a percussioni e voce.
Si parte dal canto africano di Cadeau Cadeau in cui la chitarra classica si intreccia con gli assoli del flauto su una preziosa base di percussioni come il sabar, djembe e ocean drum, oltre ovviamente alla batteria. Per approdare alla fusion fra flamenco e salsa, con alcune influenze di new age, di Hermano.
Volando poi nel Brasile di Edson Arantes, una samba allegra e movimentata. E di O Meu Avo, dedicato al nonno Ottavio da cui ha imparato l'amore per la musica: il testo in brasiliano, una musica struggente impreziosita di un arpeggio di chitarra e di un tappeto di tastiere. si rimane in America Latina, con un personalissimo omaggio agli Inti Illimani con Encuentro. E con Carmen: ispirazione Bossa per una linea di chitarra intimista che racconta paesi che albergano nel profondo dell'anima.
Con Buena Suerte approdiamo nei Caraibi e a Cuba: alla chitarra si affianca il pianoforte e il ritmo preciso di congas tumbadora e dei timbales in salsa cubana, per un panorama dai colori de l'Avana.
Non manca un volo sugli orizzonti colorati e profondi delle musicalità indiane ed arabe di Aladdin Dance. Che ritorna da dove si era partiti, planando con dolcezza sul deserto di Mirage e sulle coste dell'Africa del Nord di Agadir e di Agua.
Comunicare idee ed emozioni attraverso il suono è il principio ispiratore del progetto del chitarrista e compositore, che ha già al suo attivo l'album Chronos (2006), e che presenta attualmente nei concerti e festival anche il suo ultimo lavoro Encuentro (2010).
Una musica fatta di passione ed ispirazione, che parla al cuore, al corpo ed alla mente di chiunque sia pronto ad ascoltarla; una forma di comunicazione senza confini, che permette di entrare in contatto con altre culture, di comprenderle e confrontarle con le nostre esperienze, unendo l'astratto ed il concreto, misurando il movimento e la pausa, scrivendo in un linguaggio universale, originale ed innovativo, ma al contempo accessibile a tutti.
Fabrizio Ciccarelli, 2-agosto-2011