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Sensazione di serenità mista a gioia di vivere e toccanti arrivederci, un album di ricordi, la pioggia, la sensualità, ma soprattutto: il Mediterraneo. Marco Albani è un ottimo chitarrista classico e compositore romano. Ma in quest'album io sento il mare di Sicilia, la voce dell'Africa, le onde del mare aperto.

Certo, l'uso di percussioni orientali e africane, i campionamenti vocali di cori arabi, una miscela di ritmi che a volte mi ricordano gli Agricantus o album di Pat Metheny quali Secret Story, del quale il buon Marco non fa mistero di aver preso a modello di ispirazione, ma siamo ben lontani dal considerare questo lavoro una citazione a grandi lavori.

Un'ottima vena compositiva, che porta la chitarra a non essere il centro del mondo, bensì un punto di riferimento ad una concezione musicale che va oltre il proprio strumento. Il piano, i sempre favolosi intrecci delle percussioni, suonate con sapienza su basi campionate, mai ingombranti, esaltano la melodia e quel calore che solo le corde di nylon sanno dare. Gli echeggi del mare e di un'estate che porta con se sentimenti contraddittori, la pace e la malinconia in Mirage, la stupenda armonia delle curve sinuose di una Esmeralda, il charango e il bandoneon in Tuareg, solo un esempio di un album sicuramente da ascoltare più volte per poterne cogliere la quint'essenza, di una musica mai fine a se stessa.

Un elogio particolare al Marco chitarrista, mai banale o scontato, la chitarra registrata e suonata in modo impeccabile non sovrasta mai gli altri strumenti, ma li esalta. Flamenco Para Ti: come trasmettere passione e sensualità con le proprie mani, le dita e il cuore che diventano una cosa sola, poi la ottima visione musicale, che spazia davvero oltre confine, ma rimanendo sempre appassionatamente italiana. Il sapore di Napoli, nel favoloso finale, minuto o poco più, dedicato al mai troppo compianto Massimo Troisi, una festa di chitarra e mandolini, toccante.

La qualità del CD è semplicemente impeccabile, ottima la produzione e gli arrangiamenti, assolutamente professionale nel contenuto, magari un po' scarna nel booklet e un concetto grafico secondo me troppo grigio, che non esalta invece i colori che la musica sa esprimere. Questo artista mi ricorda molto Francesco Bruno, altro ottimo chitarrista compositore della scena romana fine 80, inizio 90, del quale Marco Albani eredita quantomeno la classe e lo stile e al quale auguro l'ottimo riscontro avuto all'estero e consensi per quest'album che vale davvero la pena di essere acquistato.

Alessandro Alviti, 27 Febbraio 2007

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