Per tutto l'inverno il grigiore ed il freddo hanno condizionato il mio stato d'animo, il traffico, la fretta indiavolata e caotica della città hanno oppresso il mio cuore, un pensiero sempre più pressante si è fatto strada nella mia mente: "ma dove andiamo così di corsa, cosa tentiamo di raggiungere, ottenere, conquistare?" Sento assoluto il bisogno di un respiro diverso…
Ed eccolo che arriva, nascosto in un piccolo, prezioso dono e mi lascia sospesa. "Encuentro" entra così nella mia vita: in un pomeriggio di sole, accendendo la musica, so che ci vorrà poco perché passi attraverso la pelle, qualche minuto, le orecchie piene di note, gli occhi fissi sullo spicchio di azzurro profondo e un raggio di sole tutto per me, solo qualche attimo ed è come se Harry Potter mi avesse regalato la sua magica "Passaporta"!
Secondo CD di Marco Albani, dopo "Chronos", "Encuentro" dimostra subito di essere coerente con lo stile del suo autore, ma allo stesso tempo rappresenta una crescita musicale: fraseggi che fluiscono morbidi, semplici da seguire, ideali per accompagnare i diversi momenti della giornata, ma anche costruzione musicale articolata e precisa, importanti collaborazioni... questa analisi però la lascio volentieri ai "tecnici", ai critici accreditati del settore; io preferisco "sentire" la musica di Marco senza troppe sovrastrutture, per godere appieno della sensazione di benessere che mi trasmette, per capire con il cuore senza bisogno di spiegazioni dettagliate, i pensieri e i sentimenti, messaggio intrinseco ad ogni creazione artistica.
L'impressione più forte che ricevo è di vitalità, positività, altruismo, curiosità ed amore per la vita e per il mondo, ed è per questo che mi sembra un regalo. E' un viaggio che inizia... si va in America Latina! E come una bolla di sapone riflette tutto ciò che vi si specchia, così "Encuentro", con la ricchezza e la varietà di suoni e strumenti, conduce l'ascoltatore in un viaggio che arriva direttamente all'anima del mondo latino.
Con il primo brano, "Cadeau Cadeau", sembra davvero di essere in movimento: con un biplano sorvolando terre e mare, a bordo di un vecchio autobus per strade di terra asciutta, il cielo comincia a scorrere davanti agli occhi, la musica regala immagini e colori, di posti già visti, di altri solo sognati, e forte la sensazione di essere parte integrante di un mondo senza confini.
"Pasion", il nu-tango, mi fa un inchino e m'invita a ballare, chiudo gli occhi e sono a Buenos Aires; uno, due, tre, il bandoneon di Gianni Iorio e la chitarra di Marco Albani conducono la danza accompagnati da archi, tastiere e basso, suscitando il desiderio di sapersi muovere per condividerne il segreto linguaggio.
Il viaggio continua e mi porta in Brasile con il samba-jazz di "Edson Arantes", e con la bellissima "O Meu Avo" scopro la voce di Umberto Vitiello, ed un frammento di ricordo canta, con il sax soprano di Maurizio Giammarco, il grazie di Marco ad un nonno che gli ha lasciato in eredità l'amore per la musica. Le note, le parole, il timbro della voce, la melodia, tutto è poesia!
L'atmosfera cambia ancora con i ritmi andini di "Encuentro", brano che dà il titolo all'intero album, e con il quale sembra di arrivare su un altopiano peruviano vicini a Cuzco e a Machu Picchu e poi, con un pizzico di magia musicale, nel mezzo di un mercato guatemalteco, immersi in quegli assoluti rosso, giallo, verde e arancio, e ancora, fra le strade di La Paz, a cercare le storie degli Incas tracciate dal freddo e dal sole sui volti dei boliviani, chitarra, maracas, charango a raccontarcele.
Cuba mi prende alla sprovvista, e con il son "Buena Suerte" i miei piedi cominciano a muoversi da soli, prima che io riesca a trattenerli!
Il nuovo CD di Marco Albani è un vento caldo, di aria nuova, è un sorriso di amicizia, è soprattutto il contributo alla musica di un poeta generoso, perché, come dice Proust: "il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell'avere nuovi occhi".
Luisa Lenti Rana , marzo 2010